Cetara
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Cetara è un piccolo borgo marinaro della Costiera amalfitana in provincia di Salerno (Campania). L’origine del nome Cetara, dal latino “cetus” ossia tonno, deve il suo nome alla principale attività degli abitanti che sono da sempre pescatori, principalmente di tonni e alici.

Cetara è famosa in tutto il mondo per la sua celebre colatura di alici, frutto di una lunga tradizione marinara, usata per condire gli spaghetti. La torre Vicereale, costruita in età angioina aveva funzioni di avvistamento e difesa. Il centro storico di Cetara è dal 1997 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Nel video possiamo vedere sia la torre che il centro con la cupola della chiesa di San Pietro, la piazza, il porto e la spiaggia.

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Info Utili

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La Storia di Cetara

Cetara è sempre stato un paese di pescatori, non a caso il suo nome deriva dal latino Cetaria, tonnara, o da cetari, venditori di pesci grossi. 

Tradizione antica, che si è prolungata nel tempo, è quella della partenza dei pescatori per l’Algeria e il Marocco nei mesi di marzo ed aprile, per dedicarsi alla pesca delle acciughe, e conservare come acciughe sotto sale, per ritornare in autunno dopo aver rifornito i mercati di Messina, Genova e Livorno.

La terra di Cetara, vedesi situata in un’angusta, ma lunga vallata, anticamente murata dalla parte del mare, e cinta dalle imminenti balze dell’elevato monte Falerzio, tutto vestito di boschi e di vigne. Ella giace esposta ad oriente, con piccola marina e ruscello (Cetara, dal popolo chiamato Cannillo piccolo corso d’acqua). Negli antichi tempi molto esteso n’era il territorio cetarese; confinante all’acqua delle Fischetole; e verso Erchie comprendeva gli eccelsi monti di Carbonara, Falerzio, Sett’albori, Ferolito, Capo-d’acqua, Valle maggiore ecc. Altra porzione del suo tenimento possedevasi dalla Cava, ma nello spirituale sottostava alla, giurisdizione del metropolitano di Amalfi.

La leggenda

Una delle spiagge più amate dai salernitani e dai turisti è situata proprio a Cetara e viene chiamata la spiaggia del “Laanio” o anche spiaggia della Torretta. Il nome originale deriva da Lannij, ossia lamento, ed è legato a diverse leggende che coincidono su alcuni lamenti che, fino ala fine del XIX secolo, si udivano provenire dalla spiaggia.

Si narra che quando la zona divenne preda di alcuni pirati arabi che facevano continui assalti lungo la costa. I pirati decisero, quindi, di assaltare Cetara e uccisero chiunque non si convertisse alla loro fede. Tra queste vittime ci furono dei monaci che si rifugiarono in una grotta a ridosso della spiaggia del Lannio dove vennero sgozzati. Pare che da quel momento dalla spiaggia si sentissero i lamenti dei monaci ed, addirittura, suoni provenienti da processioni o messe. Una leggenda inquietante, quindi, ha dato il nome ad una delle spiagge più belle della Costiera Amalfitana.

Una delle leggende maggiormente accreditata spiega che tali lamenti cessarono quando un uomo, fece fare delle ricerche sulla spiaggia dove vennero trovate delle ossa alle quali diede degna sepoltura. Da quel momento i lamenti cessarono.

Come arrivare a Cetara

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